Filo diretto tra lo staff, Mango e i fans, notizie di primo piano e piccole curiosità.
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Amici carissimi, eccomi di nuovo a voi con un altro lavoro.
Non è passato molto tempo e la voglia di rimettermi in discussione è tornata. La voglia di confrontare il mio dire e non dire di oggi col vostro saluto al caffè, senza il quale ogni virtù sembra cane che dorme, è tornata. E’ tornata questa voglia come affetto rimasto, come legno sonoro di Stradivari. Quel riaffacciarmi al vostro balcone come un gatto voglioso di fusa, quel desiderio allargato di desiderio. Quell’aspettare l’attesa vincente, quella che sa di taxi non chiamato ma, al volo, fermato, capace di zittire ogni entrata in acqua rumorosa, rumorosa di tuffo sbagliato.
Eccomi a voi questa volta, senza vestiti, ma con coraggio vestito di fodere nuove, senza macchie sbiadite dal tempo, ma con sudori asciugati da vento contrario, come sapore cucinato da poco, un canto disteso dall’accento pulito, quasi un sogno girato di lato a sfiorare lo sguardo e l’ascolto che mi regalate.
Erano anni che desideravo realizzare un disco di covers ma ogni volta c’era un intoppo, qualcosa per cui dovevo cambiare idea. Un disco di covers è un po’ come saltare il gradino e decidere di dare peso maggiore a quello che è stato il tuo primo grande amore: cantare. Di colpo ti ritrovi a dover fare i conti con tutto quello che è la tua gola, con quelle note che son solo tue, con le espressioni che dagli occhi scivolano sulle labbra e dalle labbra alle mani e dalle mani al petto e dal petto al chiedersi quale momento hai saputo comprare all’emozione affinché la pelle ne trovasse il respiro. Quelle cose che appartengono solo a te, e che viste dall’alto o dal basso sai riconoscere ma, forse, viste di profilo, a volte, non sai più di chi sono, e allora hai bisogno di acclimatare un attimo i pensieri. Hai bisogno di capire quanto c’è di te nel cuore degli altri, di sfiorare una mano e candidarne l’odore a principe di una canzone. Trovare in un testo e in una musica non tua, quella bellezza che tu non hai saputo trovare per te; che non hai avuto voglia d’imbastire su di te; che non sei riuscito a raggiungere né a nuoto né in volo e neanche a piedi.
Trovare nel brano di un altro, quel popolo di sensazioni a cui sai di poter parlare, a cui sai, nello stesso tempo, di poter chiedere asilo del cuore; ai piedi del quale sai di poter deporre l’alloro che in te, nel frattempo, è cresciuto.
Ed eccole, queste quattordici canzoni poggiare la testa sulle nuvole e guardare il mondo dall’alto ad indicare le regole dell’emozione, a buttare uno sguardo negli angoli ombrosi, dove l’amore è come se si nascondesse.
Ed eccole, queste quattordici canzoni riprendersi lo sguardo e voltarlo al cielo indicando agli aquiloni come cadere perdendosi senza farsi male.
Ed eccomi, sono braccio già teso a seguirne l’ombrello che mi fa “ Acchiappanuvole”, eccomi modo più viscerale per guardare in alto e aspettare che la pioggia ricopra i nostri sorrisi e li porti con sé, dove i nostri segreti hanno voglia di ballare.
Ed eccolo questo “Acchiappanuvole”, un disco, per me, davvero importante, perché è un cerchio quasi completo, uno sguardo al passato col piglio di chi non ha mai smesso di guardare avanti, con la sapienza di chi cerca di essere consapevole che il proprio bagaglio equivale alla propria ricchezza ed è un disco cantato e suonato con la capacità di vivere questo momento come un sentimento e non come un passare di tempo.
Ho voluto, come obiettivo principale di “Acchiappanuvole”, tessere un filo che tenga insieme storie apparentemente lontane l’una dall’altra, seguendo la regola di emozionarmi per poter emozionare.
Come un vulcano scoppiarmi in gola e ogni flutto di lava scivolare sulle corde mie e battezzare ogni mia nota futura, mentre le mani contattano il cielo e gli occhi sanno già come ombrare le oasi del cuore, sorvolando il velluto che in me si accende.
E gambe silenziose come foreste, e piedi forti come porte di castagno, invadono di sudore e di voglia d’amore il canto dell’attimo nuovo.
E proprio nel canto dell’attimo nuovo, ecco “La canzone dell’amore perduto”, un sapore tra i sapori a rincorrere le mille e mille notti di San Lorenzo, cadute nella percezione del simbolo di un amore vissuto, tanto da dare pensiero nostalgico al solo poggiare di labbra a un passato.
Non è una canzone questa, questo è un vessillo dell’animo umano che grida in silenzio quel suo malinconico accento, trafugando sorriso e rimpianto come se le cose nostre, dell’uomo e del tempo, fossero appena, appena scavate negli anni e negli amori trascorsi. E invece sappiamo quanto abbiamo di nostro, nel nostro dolore cantato e in quello guardato negli occhi.
E nel nostro dolore cantato troviamo “ La disciplina della terra”, “ La donna cannone” e “I migliori anni della nostra vita”, canzoni che uccidono quello che in noi non ha senso, germogliando la luce che serve a capire. Come letti a castello proiettati al soffitto, dove il fiato è più caldo e si tinge di lana, traslocando respiro e pudore fin dove le mosche non possono urlare ma, solo guardare di lontano, quando sillabe intorno a vocali si toccano, e toccano il gesto più caro, quello di voi che ascoltate con cura e non fate rumore, costruendo in un nuovo silenzio un altare.
Da canzone a canzone non c’è pendenza ma solo percorso abbinato. Così “Love” e poi “Luce” e poi “Ragazzo mio” si confondono quasi, ma senza toccarsi. Le ho cercate da sempre queste canzoni ed il tempo mi ha detto di fare e disfare, di sentire e volare, di corrompere il cuore quando, senza di voi, si arrabbiava di rosso e non dava ragione all’intuito ma solo al sentito.
Questo intuito l’ho cercato anche in “Senza pietà”e “Se perdo te”, altri miracoli di canzone parola, altri luoghi della fatalità in cui la sensualità di Anna e Nicoletta si tramutava in orgoglio di donna, capace di difendere con un gesto, qualsiasi sensazione di battaglia persa. Io, invece, affidando alla mia interpretazione tutto il vigore e la rabbiosa poesia, cerco di risolverne l’angolo maschile.
E diventano spazio, queste canzoni, lo spazio che sento d’amare come un pomeriggio infinito, quello della voce di Claudio che incanta la mia in “Amore bello” e ne stupisce i riverberi; quello della voce di Franco che prende per mano ogni suono battezzandone l’angolo nuovo e “La stagione dell’amore” diventa curva del mare, dove il sentimento è tale per me, che il canto mio, alla fine, s’inerpica a toccare una nota mai toccata in passato, quasi come a voler fissare un punto più in alto da cui poter guardare più lontano, da cui potersi stupire senza farne stupore per gli altri,ma coscienza di sé. E “Dio mio no” non è più una canzone di Lucio ma una porta che si apre, un confine senza patria, una zona dell’uomo fatta di nuvole e baci, e la terra è un colore dell’anima dipinto dall’emozione, che si poggia all’orecchio sussurrandone il verbo.
E diventa spazio il mio guardarmi intorno. Sentire la presenza del silenzio che si poggia al mio pianoforte e il ricordo va indietro, fin dove lo spazio ricorda una canzone che cantavo da ragazzo.
Il cuore si arrampica, e gli occhi si chiudono in cerca di suono e le dita ne fanno contatto con la gola e le note hanno un senso, arriva “Have you ever seen the rain”, l’ultima nuvola di questo disco, quella con cui spunta una lacrima, forse quella che usava anche mio padre quando era felice.
E “Acchiappanuvole” mi sento.
E “Acchiappanuvole” voglio essere per sempre.

Mango

Immensamente sorpresa e felice......di vederti arrivare con il tuo respiro, finalmente, per noi.
Grazie Pino, ti voglio bene.
Cos

Grazie e grazie ancora Mango...... semplicemente....

Patti

E' da tempo che aspettiamo questo tuo messaggio...e finalmente come incanto e' sceso da una nuvola per far si che noi lo acchiappassimo in tutta la sua bellezza, la sua intensita', la sua luce. A dire il vero...e' cosi' ricco e poetico in ogni sua sfumatura, in ogni sua parola, che davvero sembra appartenere alle nuvole...ed io dal mio piccolo ho bisogno di leggere...rileggere e rileggere ancora...perche' sei Tu ad averlo scritto...colui che fra pochi giorni ci regalera' altre emozioni, altri pezzi di vita...altri arcobaleni da portare nel cuore, arcobaleni per la maggiorparte gia' conosciuti, ma che ora avranno una veste nuova, quella della tua voce, del tuo grande cuore! Grazie per queste nuvole che tu hai inseguito...afferrato ed ora hai fermato nel tempo...nei nostri cuori nel nostro cielo!
Con smisurato affetto, di nuovo grazie per questo nuovo ed importante capitolo della tua carriera!
Tommaso

Sottolineo questa Tua frase, bella ed eloquente:

"Ho voluto, come obiettivo principale di “Acchiappanuvole”, tessere un filo che tenga insieme storie apparentemente lontane l’una dall’altra, seguendo la regola di emozionarmi per poter emozionare ".

Grazie per la pioggia di emozioni che bagneranno il nostro cuore!

Michele :wink:

Essere travolto da questo fiume in piena, misto di emozione, tra
parole e sentimenti sinceri, provoca una sorta di piacevole smarrimento
che, al momento, non lascia spazio a personali pareri sull'indiscussa
qualità eccellente del Tuo nuovo lavoro.

Unica riflessione dopo aver letto l'annuncio è stata :

orgoglioso e fiero di essere Tuo fan!

Ogni tuo palpito è per me fonte rinnovata di emozione, di inesauribile passione..
E' un onore leggerti, è un onore questa attesa che ha il sapore di un pregevole dono..
In prima fila col naso all'insù....

Per sempre,
Cindy

L'orgoglio di essere tuoi fans è tutto nostro ed è grandissimo... sarai il nostro acchiappanuvole... per sempre
CON QUESTO NUOVO LAVORO E' COME METTERSI DI NUOVO IN DISCUSSIONE CON SE STESSO,SCUOTERE L'ANIMA.I SENTIMENTI.L'AMORE PER SE STESSO E PER GLI ALTRI.LA VOGLIA DI FARE E DI RACCONTARSI E RACCONTARE.SGUARDI CHE BRILLANO DI EMOZIONI FORTI CHE SOLTANTO TU CI SAI REGALARE!! con affetto. ROBERTO

Che sarà questo brivido d'insonnia che mi ferma qui prima di dormire?
Sarà quella frase finale che ha appannato di lucido i miei occhi pronti a chiudersi nel sonno?
Sarà quel sapore di poesia che addolcisce ogni tuo "nuovo nato"?
Sarà quel sottile piacere a scrutare nei vicoli delle parole e dargi il mio senso?
Sarà quella delicata tenerezza che mi prende immaginando quante volte hai scritto e cancellato per fiondare un'emozione diritta al cuore di chi legge?
Sarà quell'alba nuova che si respira prima del giorno?

Ma forse sei Tu.
Semplicemente.

Annapaola

Carissimo Pino, tu dici che non è passato molto tempo, ma per me questo tempo è stata l'eternità... :oops:
Stasera finalmente sei di nuovo in mezzo a noi...come un gatto voglioso di fusa...e noi siamo sempre qui, nel tuo cielo, immensamente felici di farti tutte le carezze che desideri con il nostro infinito affetto, quello di sempre, quello che tu stesso hai seminato nel nostro cuore e che ormai è cresciuto, è diventato gigantesco, è diventato amore immenso.
Aspetto questo tuo nuovo lavoro con una tale gioia nel cuore...quella gioia che solo la tua voce celestiale insieme alla tua bella anima che canta riescono a regalare al mio cuore perennemente assetato delle tue emozioni.
Tu sei la mia nuvola, Pino, ti ho trovato e non ti lascerò mai più.
Ciao. Cinzia :P
MANGO ha scritto: Hai bisogno di capire quanto c’è di te nel cuore degli altri, di sfiorare una mano e candidarne l’odore a principe di una canzone. Trovare in un testo e in una musica non tua, quella bellezza che tu non hai saputo trovare per te; che non hai avuto voglia d’imbastire su di te; che non sei riuscito a raggiungere né a nuoto né in volo e neanche a piedi.
Trovare nel brano di un altro, quel popolo di sensazioni a cui sai di poter parlare, a cui sai, nello stesso tempo, di poter chiedere asilo del cuore...


.....Come un vulcano scoppiarmi in gola
e ogni flutto di lava scivolare sulle corde mie
e battezzare ogni mia nota futura,
mentre le mani contattano il cielo
e gli occhi sanno già come ombrare le oasi del cuore,
sorvolando il velluto che in me
si accende.
E gambe silenziose come foreste,
e piedi forti come porte di castagno,
invadono di sudore e di voglia d’amore
il canto dell’attimo nuovo.....

E “Acchiappanuvole” mi sento.
E “Acchiappanuvole” voglio essere per sempre.

Mango


Continuo a leggertTi, nell'Emozione di questa Notte......
Il Tuo vento di Poesia già soffia, ed arriva qui, con il Tuo cuore....
Ed io qui, ancora avvolta nel sorriso di questa gioia, mista a commozione (sennò...che Cosetta sarei :wink: ?)....
Ti abbraccio .....

Sei e sarai tutto ciò che la Musica può darmi.
Grazie! Di cuore....
Cosetta

Parole che sanno di poesia e sentimento, di piedi in cammino e di pensieri fluttuanti in cielo, di emozioni che dall'uomo arrivano al suo cuore e di rimbalzo a noi...
E' notte fonda ormai ma sono ancora qui a stupirmi di tutta la TUA bellezza... quella che porti dentro e sprigioni nella TUA meraviglia di essere come sei, sempre.
E noi qui a raccogliere le tue stelle cadenti, quelle che ci regalerai anche in questo nuovo lavoro che non vediamo l'ora di assaporare in tutta la sua pienezza, ora che le tue parole l'hanno rivestito di pura magia....
Solo grazie
Serena

Finalmente Tu ..... e ..... in questa notte d'estate scende dolcemente da nuvole d'oro una pioggia di Luce a ricoprir dolori e sorrisi, attese e speranze ..... bagnando di Bellezza e di Poesia il tempo già passato ..... e quello che sarà .......
Immensamente grazie ... Pino !!!

Lella&Claudio

Ciao caro Pino,
è bellissimo leggerti di nuovo qui in queste pagine blu
è bellissimo soprattutto leggere le tue parole,
le tue emozioni, la tua sensibilità l'amore che porti dentro
e che esprimi attraverso la tua musica e la tua poesia
mi riempiono sempre di tanta bellezza e nuove emozioni,
le tue sono parole che mi danno sempre nuova linfa vitale per l'anima
e tutto il tuo amore che tu hai per noi è corrisposto da ognuno di noi
con questo tuo messaggio ci hai così raccontato con grande entusiamo il tuo nuovo lavoro
tutte magnifiche perle che non vedo l'ora di ascoltarle, so che ci sorprenderai
GRAZIE Pino
di esserci, di esistere, e farci vivere sempre nuove emozioni
sono fiera di essere manghiana
Con immenso affetto

Angela
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